Archivio per dicembre 2009

La clinica dentaria di Bellinzona va salvata!

La Sezione Bellinzonese del Partito Comunista ha appreso con soddisfazione della decisione del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni di schierarsi con la sinistra contro la chiusura della Clinica dentaria comunale. Si tratta di una scelta importante anche perché dà un’indicazione chiara ai componenti del movimento civico “Il Noce”: nel proprio programma, infatti, la lista guidata da Martignoni (e sulla quale è stato eletto anche un nostro esponente) sottolineava con forza l’opposizione a ogni smantellamento del servizio pubblico.

Già nel mese di marzo 2009, in plenaria, il consigliere comunale comunista Massimiliano Ay aveva protestato contro la paventata chiusura del servizio dentario pubblico (leggi discorso) e successivamente aveva inoltrato un’interrogazione scritta all’Esecutivo cittadino dove proponeva di studiare delle soluzioni fattibili per mantenere la struttura sanitaria e, anzi, renderla più attrattiva anche a costo di andare contro la lobby dei medici dentisti privati. La scelta del sindaco di schierarsi con la minoranza (che auspichiamo possa diventare maggioranza in sede di legislativo) non era per nulla scontata ed è quindi un segnale politico da riconoscere e che fa ben sperare, e ciò anche per il futuro dei dipendenti che, come si è appreso dalla stampa, non è affatto garantito.

La clinica pubblica bellinzonese (che è praticamente un esempio unico in tutto il Cantone, fatta eccezione per il comune di Quinto) non ha riscontrato negli ultimi dieci anni un calo di utenza: essa è, al contrario, rimasta pressoché costante sul migliaio di pazienti, di cui circa il 65% non domiciliati a Bellinzona. Essi godono di prezzi leggermente più bassi rispetto alle cliniche private con un risparmio di circa Fr. 0,40 per punto dentistico. Il dato significativo è che il Municipio di Bellinzona rispondendo all’interrogazione di Massimiliano Ay afferma: “non si può parlare di sinergie con gli altri Comuni”. Proprio per razionalizzare i costi senza smantellare il servizio, occorrerebbe ampliare invece in ambito regionale e intercomunale la struttura, rendendo più stabile ed esteso il servizio pubblico a favore della cittadinanza. L’obiettivo strategico consisterebbe nel migliorare ulteriormente l’offerta con un’ottica sociale, soprattutto in un momento di crisi economica.


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