Archivio per novembre 2008

Bellinzona libera dal GATS

L’esponente comunista nel consiglio comunale di Bellinzona, Massimiliano Ay, ha inoltrato la seguente mozione all’attenzione del Comune. Essa intende dichiarare la città “libera dal GATS” ossia renderla contraria all’accordo generale sul commercio dei servizi che prevede la mercificazione e la privatizzazione dei servizi pubblici, così come voluta dal WTO.

Con la sigla GATS viene indicato l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi. Si tratta di una delle più importanti convenzioni che impegnano l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) di questi tempi.
Esso è in pratica un accordo multilaterale che regola la liberalizzazione degli scambi di servizi su scala mondiale, un accordo strategico vista l’importanza, nella nostra economia, del settore terziario.
Il problema fondamentale del GATS è che tutto può diventare merce e dunque commercializzata a fini lucrativi. Il GATS, insomma, getta le basi per una sfrenata liberalizzazione dei servizi pubblici, ovvero, nel concreto, della privatizzazione di tali servizi. In futuro, insomma, saranno le multinazionali a gestire scuole, acquedotti e officine. Esclusi da questo accordo sono solo quei servizi privi di base commerciale come la giustizia e la polizia. Tutti gli altri servizi pubblici, invece, ne sono toccati: la scuola, la sanità, l’acqua potabile, i trasporti, la cultura, lo smaltimento dei rifiuti, le comunicazioni postali, le case per anziani, ecc.
Il GATS riguarda la Confederazione, i Cantoni, ma pure i singoli Comuni: esso è infatti vincolante per ciascun livello dell’amministrazione pubblica. L’accordo restringe la possibilità delle autorità locali di sviluppare una politica indipendente (quindi controllata democraticamente) nel settore dei servizi pubblici e impedisce ogni forma di aiuto statale ai vari servizi, i quali, secondo la concezione del WTO, devono muoversi sul mercato con lo scopo di realizzare il massimo profitto e non per offrire un servizio (senza obiettivi lucrativi) a tutta la cittadinanza.
Il WTO tramite il GATS diventa così onnipotente e può tranquillamente calpestare la nostra sovranità: potrà impedire, ad esempio, che il Comune sovvenzioni una eventuale mensa scolastica, in quanto un’azienda privata operante nel settore potrebbe chiedere un risarcimento all’ente pubblico per concorrenza sleale.
Situazioni assurde e anti-democratiche sarebbero insomma sdoganate per favorire l’economia privata e il profitto sulle spalle dei cittadini.
Come si può vedere sul sito http://www.hors-agcs.ch numerosi comuni in tutto il mondo e 93 comuni in tutta la Svizzera si sono finora già dichiarati “Zona al di fuori del GATS”.

Per tutti questi motivi il sottoscritto consigliere comunale domanda:
1. che Bellinzona si dichiari “Città libera dal GATS”, nel senso che il comune si opporrà alle disposizioni del GATS che lo obbligherebbero a liberalizzare o a privatizzare dei servizi pubblici comunali a cui la nostra popolazione ha più volte ribadito il legame (vedi voto sulla vendita dell’Azienda Elettrica Comunale del 2001);
2. che Bellinzona si dichiari solidale con i comuni che hanno già preso la decisione al punto 1, come Parigi, Vienna, Oxford, Toronto, ma anche Delémont, Renens, Laupen, Zurigo, La Chaux-de-Fonds, Almens, Bienne, Carouge, ecc.;
3. che Bellinzona chieda alla Confederazione che la Svizzera si adoperi per ridurre l’invasività del GATS ristabilendo la sovranità nazionale e locale nella definizione dei regolamenti sulla fornitura dei servizi.

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Una commissione speciale sulle Officine FFS?

La proposta di Sidney Rotalinti di istituire una speciale commissione del Consiglio comunale di Bellinzona per studiare la questione del polo tecnologico delle Officine FFS è stata duramente contestata, in modo particolare dal PPD Taminelli e da tutti gli altri gruppi si sono levate critiche per la modalità poco ortodossa con cui Rotalinti si era mosso. Il consigliere comunale del Noce e direttore de “L’aria di domani” chiedeva infatti la creazione immediata di tale commissione speciale con lo scopo di difendere l’integrità del polo industriale delle Officine, avvicinare nuovamente la società civile agli operai e rendere la Città protagonista nella realizzazione attiva del polo tecnologico industriale di carattere rigorosamente pubblico. Mentre Rotalinti spiegava le sue ragioni oltre che dal settore democristiano, pure dai banchi del PLR si sono levate urla di protesta: “basta con questa propaganda politica!” ha esclamato uno dei consiglieri, memore forse del fatto che fu proprio il presidente cittadino del PLR Krüsi a ritenere l’esposizione in Pittureria dello stemma comunale durante uno sciopero “illegale” una “profanazione” della bandiera.
L’idea di una modifica dell’ordine del giorno per votare una risoluzione in sostegno della proposta del consigliere comunale del Noce è stata bocciata dai partiti borghesi, dai Verdi e da una fetta consistente del Partito socialista. L’ecologista Sergio Savoia ha ritenuto, al di là delle manchevolezze formali dell’atto del Noce, di evitare di dare più importanza agli operai delle Officine rispetto a quelli di altre realtà precarie come la Posta. Il consigliere comunale comunista Massimiliano Ay ha invece ritenuto di sostenere, con la minoranza PS e con tutto il Noce, la richiesta di Rotalinti. Di fronte a questa sconfitta, è partita, sempre dal Noce, una mozione dallo stesso tenore che sarà ora analizzata dalla commissione della legislazione.


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