La clinica dentaria di Bellinzona va salvata!

La Sezione Bellinzonese del Partito Comunista ha appreso con soddisfazione della decisione del sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni di schierarsi con la sinistra contro la chiusura della Clinica dentaria comunale. Si tratta di una scelta importante anche perché dà un’indicazione chiara ai componenti del movimento civico “Il Noce”: nel proprio programma, infatti, la lista guidata da Martignoni (e sulla quale è stato eletto anche un nostro esponente) sottolineava con forza l’opposizione a ogni smantellamento del servizio pubblico.

Già nel mese di marzo 2009, in plenaria, il consigliere comunale comunista Massimiliano Ay aveva protestato contro la paventata chiusura del servizio dentario pubblico (leggi discorso) e successivamente aveva inoltrato un’interrogazione scritta all’Esecutivo cittadino dove proponeva di studiare delle soluzioni fattibili per mantenere la struttura sanitaria e, anzi, renderla più attrattiva anche a costo di andare contro la lobby dei medici dentisti privati. La scelta del sindaco di schierarsi con la minoranza (che auspichiamo possa diventare maggioranza in sede di legislativo) non era per nulla scontata ed è quindi un segnale politico da riconoscere e che fa ben sperare, e ciò anche per il futuro dei dipendenti che, come si è appreso dalla stampa, non è affatto garantito.

La clinica pubblica bellinzonese (che è praticamente un esempio unico in tutto il Cantone, fatta eccezione per il comune di Quinto) non ha riscontrato negli ultimi dieci anni un calo di utenza: essa è, al contrario, rimasta pressoché costante sul migliaio di pazienti, di cui circa il 65% non domiciliati a Bellinzona. Essi godono di prezzi leggermente più bassi rispetto alle cliniche private con un risparmio di circa Fr. 0,40 per punto dentistico. Il dato significativo è che il Municipio di Bellinzona rispondendo all’interrogazione di Massimiliano Ay afferma: “non si può parlare di sinergie con gli altri Comuni”. Proprio per razionalizzare i costi senza smantellare il servizio, occorrerebbe ampliare invece in ambito regionale e intercomunale la struttura, rendendo più stabile ed esteso il servizio pubblico a favore della cittadinanza. L’obiettivo strategico consisterebbe nel migliorare ulteriormente l’offerta con un’ottica sociale, soprattutto in un momento di crisi economica.

Caro Roveredo, cosa stai combinando?

Si è sentito parlare molto di Roveredo Grigioni negli ultimi mesi e non solo nella Valle Mesolcina, ma anche nel Canton Ticino.

Lo scorso 27 settembre i cittadini roveredani si sono recati alle urne per approvare lo stanziamento di due finanziamenti: il primo riguardava il credito di franchi 692′260.- quali costi edili con climatizzatore per la sistemazione del 5° piano del Centro Regionale dei Servizi, il secondo riguardava il credito di franchi 189′160 quali costi per il mobilio ed altri costi di spostamento per la nuova amministrazione comunale sempre al CRS.

Questi due crediti erano già stati approvati dal Consiglio Comunale una volta inoltrata in municipio l’iniziativa popolare firmata da 824 cittadini. La richiesta del popolo roveredano consisteva nello spostare l’attuale cancelleria comunale nel nuovo Centro Regionale dei Servizi, il quale già ospita degli uffici pubblici e la stazione di polizia cantonale.

La Sezione Bellinzona e Valli della Gioventù Comunista (nella quale militano anche compagni mesolcinesi) capisce la decisione di lanciare un referendum, ma non il motivo per cui sia stato proprio il Municipio a lanciarlo. La campagna referendaria guidata dal sindaco è stata portata avanti con grande convinzione fino al 27 settembre, ma resta da chiedersi: perché tutto questo? Perché il Municipio ha lanciato il referendum dopo la consegna dell’iniziativa firmata da più di 800 cittadini? Quante volte un esecutivo ha lanciato un referendum contro una decisione di un legislativo incaricato di elaborare un piano su iniziativa popolare?

Optando per questa decisione l’esecutivo ha dimostrato di non curare le volontà dei cittadini roveredani! Si è avuto un inutile spreco di risorse finanziarie per le campagne in vista delle votazioni di fine settembre e soprattutto è stato perso del tempo prezioso, tempo che doveva essere investito in problemi che affliggono il comune, il circolo e l’intera valle.

Con il presente comunicato la Sezione Bellinzona e Valli della Gioventù Comunista non intende prendere una posizione sull’approvazione o meno dei due finanziamenti che si sono votati a fine settembre, bensì vuole chiarire che non può esistere un rispetto politico all’interno di un comune, di un cantone o quel che sia se l’esecutivo non prende atto di ciò che la popolazione chiede.

Questi comportamenti non giovano nè alla politica nostrana, nè all’immagine di essa che diamo al resto della Confederazione. Come può la Svizzera Italiana richiedere una maggiore attenzione politica nei confronti di Berna se la stessa Svizzera Italiana si mette in mostra a livello federale per motivi imbarazzanti come quest’ultimo?!?
Lascio immaginare una risposta al lettore…

 

Mattia Antognini,
Coordinatore Sezione Bellinzona e Valli della Giovnetù Comunista,
Domiciliato a Roveredo

Lodrino, via dedicata a Bassanesi

Ancora una volta il municipio di Lodrino ha scelto di non dedicare una via del paese all’aviatore antifascista Giovanni Bassanesi.

Nel luglio del 1930 Bassanesi parte con il suo areoplano da Lodrino in direzione di Milano, per poi sganciare nel cielo della città lombarda più di 150′000 volantini contro il regime di Mussolini. Un gesto non poco pericoloso, ma che con coraggio e determinazione questo uomo ha affrontato!

Dopo più di 70 anni da quest’evento il gruppo socialista del comune ha chiesto che gli venisse dedicata una via. La richiesta è stata portata avanti da due professori, i quali hanno avuto il sostegno del Partito Comunista e della Gioventù Comunista; è stata inoltre organizzata una raccolta di firme da consegnare direttamente al municipio.

Nonostante il volere di più cittadini, il municipio ha deciso per l’ennesima volta di non dedicare una via all’aviatore antifascista. La Gioventù Comunista ne prende atto e continua a sostenere i professori. Ogni persona che abbia combattuto contro il fascismo andrebbe ricordata, ma purtroppo il municipio di Lodrino non la pensa in questo modo.

La GC si augura che il municipio riveda la propria posizione in merito alla richiesta dei cittadini lodrinesi e che si cerchi in maggior modo di ricordare chi ha fatto dei grandi sacrifici per la lotta contro il fascismo.

 

Mattia Antognini

L’assicurazione disoccupazione e il comune

Qualora si dovesse realizzare la volontà del governo federale, l’assicurazione contro la disoccupazione (AD) sarà sottoposta ad una revisione che già a partire dal 2010 produrrà un deterioramento della situazione sociale della popolazione. Tale revisione riguarda anche i Comuni che di fronte al disimpegno della Confederazione, si vedranno nella situazione di dover proteggere socialmente la popolazione e nel contempo difendere il bilancio delle casse comunali. Il consigliere comunale del Partito Comunista ha interpellato in merito il Municipio di Bellinzona.

Bellinzona dice NO al GATS !!!

Il rappresentante del Partito Comunista nel Consiglio comunale di Bellinzona, durante la seduta di giugno, ha difeso la mozione comunista che chiedeva alla Città di dare un segnale politico a Berna rifiutando l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS), fautore di ogni privatizzazione nell’ambito dei servizi pubblici. Di seguito si può leggere l’intervento che ha convinto il Consiglio comunale di Bellinzona a sostenere la tesi comunista: click

Sulla clinica dentaria comunale…

Il Municipio di Bellinzona ha deciso di chiudere la clinica dentaria comunale. Riteniamo che questo sia un passo indietro nella politica in difesa del servizio pubblico che si auspicherebbe dall’Esecutivo della Capitale.

Certo comprendiamo che la necessità di effettuare ingenti investimenti non si equilibrava con la diminuzione dell’utenza, ma nel contesto di crisi economica, di difficoltà finanziarie crescenti nella popolazione, il Municipio avrebbe a nostro avviso dovuto procedere con maggiore cautela cercando di rilanciare il servizio senza timore di fare concorrenza ai privati, stabilendo nuove sinergie e valutando di offrire il servizio dentario come forma di salario indiretto alle classi sociali meno favorite.

Pur delusi da questa decisione inaspettata riteniamo il Municipio abbia comunque lanciato un segnale sociale importante, garantendo per i casi di persone bisognose, di farsi carico della differenza dei costi sostenuti dal paziente passando da un dentista pubblico a un dentista privato.

Il rappresentante del Partito Comunista nel consiglio comunale cittadino ha inviato al Municipio una interrogazione sulla vicenda della clinica dentaria comunale che l’esecutivo intendo chiudere per la fine dell’anno. Già durante l’ultima seduta consiliare, bocciando il Preventivo 2009 della Città, il Partito Comunista aveva posto importanza sullo smantellamento di tale servizio pubblico. L’interrogazione (in allegato) cerca di ottenere dal Municipio della Capitale delle informazioni dettagliate sui problemi gestionali della clinica, che ne renderebbero obbligata la chiusura.

No al Preventivo 2009 di Bellinzona

Il consigliere comunale del Partito Comunista Massimiliano Ay, unitamente al gruppo Verdi/Bellinzona Vivibile e a parte del movimento Il Noce, ha votato contro il messaggio municipale inerente i conti preventivi 2009 del Comune di Bellinzona, giudicato incapace non solo di affrontare ma pure di analizzare la crisi economica e di concepire serie misure anti-cicliche a favore delle fasce sociali meno abbienti. Il rappresentante comunista è intervenuto nel dibattito con il discorso che trovate qui.

Giudice di pace e interessi di bottega

giudice1La sezione bellinzonese del Partito Comunista ritiene positivo che la popolazione di Bellinzona, Arbedo-Castione e Lumino possa scegliere fra più candidati la persona adatta alla carica di giudice di pace del circolo di Bellinzona. Da decenni infatti il monopolio tacito spettava ai liberali-radicali che – non ne dubitiamo – daranno battaglia per evitare la fine della propria supremazia in città.
Riteniamo tuttavia negativo che una carica di questo genere – che per sua natura deve garantire indipendenza e neutralità di giudizio – venga legata a scelte così palesemente partitiche. Si dovrebbero trovare forme di proposta dei candidati maggiormente partecipative e meno legate a interessi di bottega. Qui non si tratta infatti di un democratico dibattito con più forze politiche quanto della scelta di un giudice che deve garantire la massima indipendenza a favore dell’uguaglianza di tutti i cittadini.
Come Partito Comunista non proponiamo alcun candidato e lasciamo libertà di voto ai nostri compagni: ci limitiamo a invitare gli elettori a sostenere quei candidati che garantiscono maggiore capacità conciliativa e che non possono contare su campagne propagandistiche costose e smaccatamente partitiche.

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Bellinzona libera dal GATS

L’esponente comunista nel consiglio comunale di Bellinzona, Massimiliano Ay, ha inoltrato la seguente mozione all’attenzione del Comune. Essa intende dichiarare la città “libera dal GATS” ossia renderla contraria all’accordo generale sul commercio dei servizi che prevede la mercificazione e la privatizzazione dei servizi pubblici, così come voluta dal WTO.

Con la sigla GATS viene indicato l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi. Si tratta di una delle più importanti convenzioni che impegnano l’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) di questi tempi.
Esso è in pratica un accordo multilaterale che regola la liberalizzazione degli scambi di servizi su scala mondiale, un accordo strategico vista l’importanza, nella nostra economia, del settore terziario.
Il problema fondamentale del GATS è che tutto può diventare merce e dunque commercializzata a fini lucrativi. Il GATS, insomma, getta le basi per una sfrenata liberalizzazione dei servizi pubblici, ovvero, nel concreto, della privatizzazione di tali servizi. In futuro, insomma, saranno le multinazionali a gestire scuole, acquedotti e officine. Esclusi da questo accordo sono solo quei servizi privi di base commerciale come la giustizia e la polizia. Tutti gli altri servizi pubblici, invece, ne sono toccati: la scuola, la sanità, l’acqua potabile, i trasporti, la cultura, lo smaltimento dei rifiuti, le comunicazioni postali, le case per anziani, ecc.
Il GATS riguarda la Confederazione, i Cantoni, ma pure i singoli Comuni: esso è infatti vincolante per ciascun livello dell’amministrazione pubblica. L’accordo restringe la possibilità delle autorità locali di sviluppare una politica indipendente (quindi controllata democraticamente) nel settore dei servizi pubblici e impedisce ogni forma di aiuto statale ai vari servizi, i quali, secondo la concezione del WTO, devono muoversi sul mercato con lo scopo di realizzare il massimo profitto e non per offrire un servizio (senza obiettivi lucrativi) a tutta la cittadinanza.
Il WTO tramite il GATS diventa così onnipotente e può tranquillamente calpestare la nostra sovranità: potrà impedire, ad esempio, che il Comune sovvenzioni una eventuale mensa scolastica, in quanto un’azienda privata operante nel settore potrebbe chiedere un risarcimento all’ente pubblico per concorrenza sleale.
Situazioni assurde e anti-democratiche sarebbero insomma sdoganate per favorire l’economia privata e il profitto sulle spalle dei cittadini.
Come si può vedere sul sito www.hors-agcs.ch numerosi comuni in tutto il mondo e 93 comuni in tutta la Svizzera si sono finora già dichiarati “Zona al di fuori del GATS”.

Per tutti questi motivi il sottoscritto consigliere comunale domanda:
1. che Bellinzona si dichiari “Città libera dal GATS”, nel senso che il comune si opporrà alle disposizioni del GATS che lo obbligherebbero a liberalizzare o a privatizzare dei servizi pubblici comunali a cui la nostra popolazione ha più volte ribadito il legame (vedi voto sulla vendita dell’Azienda Elettrica Comunale del 2001);
2. che Bellinzona si dichiari solidale con i comuni che hanno già preso la decisione al punto 1, come Parigi, Vienna, Oxford, Toronto, ma anche Delémont, Renens, Laupen, Zurigo, La Chaux-de-Fonds, Almens, Bienne, Carouge, ecc.;
3. che Bellinzona chieda alla Confederazione che la Svizzera si adoperi per ridurre l’invasività del GATS ristabilendo la sovranità nazionale e locale nella definizione dei regolamenti sulla fornitura dei servizi.

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